Il sondaggio degli studenti dell’Alternanza

meme campagna studenti

Paura degli aghi ma anche tanta disinformazione su tatuaggi, piercing e utilizzo di droghe leggere. Sono questi i motivi principali che spingono i giovani a non donare il sangue secondo i risultati emersi dal sondaggio condotto da un gruppo di studenti delle scuole romane che nel corso del programma di Alternanza Scuola-Lavoro ha seguito il progetto Blood Confusion ideato dall’area Comunicazione del Centro Nazionale Sangue.

Dal sondaggio, a cui hanno risposto 110 soggetti tra 17 e i 35 anni, è emerso che la paura degli aghi resta la principale causa (20%) che spinge le fasce più giovani della popolazione a non donare, mentre il 18% ha manifestato scarsa fiducia nel sistema sangue dicendo di temere che le sacche possano andare sprecate.

Ma più che la paura e la sfiducia sembra che sia la disinformazione a porre un ostacolo evidente alla cultura del dono. Secondo il 20% del campione consultato dalla rilevazione statistica avere un piercing o un tatuaggio vuol dire essere esclusi definitivamente dalla donazione. Peggio ancora per l’utilizzo di cannabis e il consumo frequente di alcol, che sono percepiti come ostacoli insormontabili rispettivamente dal 36 e dal 29 per cento degli intervistati.

Gli studenti hanno quindi ideato una campagna di comunicazione dedicata andando a puntare direttamente sulle criticità emerse dal sondaggio, elaborando dei meme sulla paura degli aghi (coinvolgendo un efficace e inconsapevole testimonial, il campione di Boxe Floyd Mayweather), sulla sfiducia nel sistema e sulla questione tatuaggi. I risultati del survey e i meme ideati dagli studenti sono stati presentati durante l’evento conclusivo del ciclo di Alternanza Scuola Lavoro, presso l’aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Plasma iperimmune, monitoraggio periodico

Nelle banche del sangue dei sistemi regionali italiani sono attualmente disponibili 5.118 sub-unità di plasma iperimmune donato da pazienti guariti dal Covid-19, raccolte da 175 servizi trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. È il risultato del monitoraggio che il Centro Nazionale Sangue effettua periodicamente presso le regioni italiane.

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