Consultazione plenaria novembre 2022

Se i dati di programmazione inseriti in SISTRA per il 2023 non subiranno variazioni, si riscontra un atteggiamento troppo prudenziale da parte delle Regioni nella programmazione delle attività trasfusionali, nonostante tutte, ad eccezione della Sardegna che conta il maggior numero di pazienti talassemici, potrebbero tendere all’autosufficienza. Questo il commento del direttore del Centro Nazionale Sangue Vincenzo De Angelis in occasione dell’annuale appuntamento dedicato alla consultazione plenaria di programmazione, ospitata lo scorso 28 novembre a Roma. Il momento di interlocuzione ha visto coinvolti i presidenti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue (Avis, Croce Rossa Italiana, Fidas, Fratres e Donatori nati), i responsabili delle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali delle Regioni e Provincie autonome, il Servizio Trasfusionale Militare, i presidenti delle Associazioni dei pazienti Fondazione “L. Giambrone”, UNITED, AIP, CIDP, i presidenti delle Società scientifiche SIMTI e SIdEM, oltre ai rappresentanti del Centro Nazionale Sangue e del Ministero della Salute.

La presentazione dei dati relativi al sistema trasfusionale per l’anno 2021 e per quello in corso, propedeutica alla programmazione delle attività per la prossima annualità, ha dato l’avvio alla consultazione. All’ordine del giorno anche l’illustrazione dei finanziamenti 2023 dedicati al Sistema trasfusionale e le progettualità in corso. Ma è stata la presentazione dei dati a costituire la centralità del dibattito: per la programmazione 2023 si riscontra un leggero incremento delle attività, ma comunque ancora insufficiente, e si continua a programmare con il margine di un contesto di crisi.

L’analisi dei dati relativi al plasma conferito all’industria sono esemplificativi: ci si trova a confrontarsi con valori uguali a quelli di 5 anni fa e la previsione di raccolta per gli ultimi due mesi del 2022 si attesta già con un ammanco. Si assiste quindi a un aumento del gap di non autosufficienza del plasma – e di conseguenza di risorse essenziali come le immunoglobuline e l’albumina – che pesa sulle casse dello stato per un totale di circa 180 milioni di euro.

Più che pensare all’autosufficienza come un dato consuntivo da presentare a fine anno, sarebbe necessario considerarla un obiettivo sempre presente e in tensione durante tutti i dodici mesi, anche in previsione della stagione estiva caratterizzata dalle ricorrenti carenze, poiché la compensazione non è più perseguibile. Nei primi quattro mesi del 2022 il dato della raccolta è risultato inferiore rispetto a quanto trasfuso costituendo un fattore preoccupante che si è tradotto nel differimento degli interventi di elezione inficiando, di fatto, la necessaria attività di programmazione sanitaria. Si continuano a riscontrare aspetti disomogenei nell’organizzazione trasfusionale. Non c’è un modello vincente che possa essere esportato, ma ogni organizzazione regionale, in considerazione dell’analisi dei dati condivisa durante l’assise, dovrebbe essere in grado di operare le scelte più efficaci.

 Le presentazioni condivise durante la plenaria disponibili ad oggi.

L. Catalano – Dati strategici per la programmazione 2023

F. Candura – Il progetto europeo Supply

S. Profili – Cyber attacchi e Telemedicina