Sorveglianza Chikungunya – 2014

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25 giugno 2014. L’epidemia di Chikungunya, iniziata nell’Isola di Saint Martin a dicembre 2013 ed estesa ai Caraibi nella prima metà del 2014, ha subito nelle ultime 4 settimane una ulteriore evoluzione, caratterizzata dalla segnalazioni di casi autoctoni in alcune zone dell’America centrale (Costa Rica e El Salvador).

L’infezione da virus Chikungunya è trasmessa dalla zanzara della specie Aedes aegypti, attiva nelle ore diurne; in più del 75% dei casi i soggetti infettati sviluppano una sintomatologia caratterizzata da febbre alta, mialgia, rash cutaneo e artralgia, che può persistere per settimane. Nei restanti casi (25%) i soggetti viremici sono asintomatici o presentano una sintomatologia moderata. L’outbreak era cominciato nell’Isola di Saint Martin a dicembre 2013 e si era successivamente esteso ai Caraibi nella prima metà del 2014. Nelle ultime quattro settimane numerosi casi autoctoni sono stati segnalati in Costa Rica ed El Salvador (America centrale) e questa situazione epidemiologica ha indotto l’European Centre for Disease and Control (ECDC) a pubblicare un documento di risk assessment.

 
In Europa il rischio di diffusione è correlato all’importazione del virus attraverso soggetti/pazienti viremici, che rientrano dalle aree endemiche in paesi, come l’Italia, dove il vettore competente (zanzare della specie Aedes) è presente. Alla luce di questa nuova situazione sono disponibili sul sito del CNS le disposizioni relative alle misure di prevenzione da adottare.
 
Ad oggi casi importati di infezione sono già stati segnalati in Europa (Francia, Spagna, Italia, Olanda). Grande attenzione deve, pertanto, essere posta alla possibilità che nel corso dell’estate, in Europa, si possano verificare casi autoctoni, determinati dalla trasmissione dell’infezione attraverso il vettore competente, che raccoglie il virus da casi importati.
 
Dal documento ECDC  si evince che l’outbreak sta interessando ad oggi numerose aree del Centro America e dei Caraibi, frequentemente mete di viaggi per molti italiani (vedi Figura 2, pag 4 Documento ECDC allegato).
 
Alla luce di questa situazione, considerando la capacità diffusiva del virus Chikungunya e la possibilità che soggetti viremici asintomatici possano donare il sangue, si raccomanda di diffondere ed applicare rigorosamente le disposizioni contenute nella specifica circolare emanata dal CNS, consistenti nel rafforzare la raccolta delle informazioni anamnestiche  nei donatori di sangue relative ai viaggi, con particolare attenzione alle aree attualmente interessate dall’outbreak, ed, in caso di anamnesi positiva, nell’applicazione del criterio di sospensione temporanea per 28 giorni. In caso di riscontro di donatore con diagnosi accertata di infezione da Chikungunya, deve essere applicato il criterio di sospensione temporanea per 120 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi.
 
Si raccomanda inoltre di indagare approfonditamente nei donatori di sangue la presenza di sintomi caratteristici dell’infezione e di aumentare la consapevolezza dei donatori stessi sull’importanza di segnalare tempestivamente la comparsa di questi sintomi successivamente alla donazione, fornendo al donatore tutte le informazioni utili per il loro riconoscimento.
 
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Nelle banche del sangue dei sistemi regionali italiani sono attualmente disponibili 5.118 sub-unità di plasma iperimmune donato da pazienti guariti dal Covid-19, raccolte da 175 servizi trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. È il risultato del monitoraggio che il Centro Nazionale Sangue effettua periodicamente presso le regioni italiane.

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