West Nile Virus Bites


Il virus del Nilo Occidentale (conosciuto con la denominazione inglese di West Nile Virus) è un Arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. L’infezione umana è in oltre l’80% dei casi asintomatica; nel restante 20% dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale. Nello 0,1% di tutti i casi (comprensivi dei sintomatici ed asintomatici), l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica del tipo meningite/meningo-encefalite.


In natura, il ciclo biologico del West Nile Virus (virus del Nilo Occidentale) coinvolge zanzare (soprattutto della specie Culex), uccelli, cavalli e altri mammiferi. Il virus si mantiene nell’ambiente attraverso il continuo passaggio tra gli insetti ematofagi, che albergano il virus a livello delle ghiandole salivari, e gli uccelli, che rappresentano il reservoir dell’infezione. Gli uccelli selvatici si comportano da ospiti amplificatori, mentre i mammiferi infettati come ospiti accidentali “a fondo cieco”, in quanto la viremia non presenta un titolo tale da poter infettare nuovamente un vettore competente.


Figura 1. Ciclo di trasmissione del West Nile Virus

Oltre alla trasmissione attraverso la puntura di zanzara, il virus può essere trasmesso attraverso:


– le trasfusioni di sangue


– il trapianto di organi


– l’allattamento al seno


Non si trasmette attraverso contatto casuale (stretta di mano, bacio) con persona affetta dal virus.


Le evidenze scientifiche nazionali ed internazionali hanno recentemente dimostrato l’efficacia dei piani di sorveglianza sistematica basati su catture di zanzare vettrici e di sorveglianza attiva degli uccelli selvatici ed equini nel fornire informazioni precoci sulla circolazione del West Nile Virus.


L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha recentemente pubblicato il suo bollettino sul monitoraggio delle malattie trasmissibili in cui sottolinea come, durante la stagione di trasmissione da giugno a novembre, l’ECDC monitori la situazione negli Stati membri dell’Unione europea e nei paesi vicini, al fine di informare le Autorità Competenti in materia di sicurezza del sangue e di identificare eventuali cambiamenti significativi nell’epidemiologia della malattia.


Nel succitato report, si sottolinea altresì come, nel 2015, la trasmissione stagionale del virus sia iniziata più tardi rispetto agli anni precedenti e come essa sia ancora attiva, sebbene ad un livello inferiore rispetto allo scorso anno.


Figura 2. Febbre da West Nile Virus: casi in Europa