L’uso delle Cellule Staminali Emopoietiche (CSE) contenute nel Sangue del Cordone Ombelicale (SCO) rappresenta una realtà terapeutica ormai consolidata per il trattamento di pazienti affetti da diverse patologie del sangue.

In Italia la normativa vigente consente, nell’ambito dei servizi garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN), la raccolta e la conservazione del SCO:

  • donato per uso allogenico a fini solidaristici;
  • dedicato al neonato con patologia in atto al momento della nascita o evidenziata in epoca prenatale, o per uso dedicato a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta o pregressa, che risulti curabile con il trapianto di CSE;
  • dedicato a famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate per le quali sussistano comprovate evidenze scientifiche di impiego di cellule staminali del SCO;
  • ad uso autologo‐dedicato nell’ambito di sperimentazioni cliniche, approvate secondo la normativa vigente, finalizzate a raccogliere le evidenze scientifiche di un possibile impiego del sangue cordonale nel caso di particolari patologie;

È altresì vietata:

  • la conservazione ad esclusivo uso autologo, in assenza delle condizioni sopra indicate;
  • la istituzione di banche private sul territorio nazionale;
  • ogni forma di pubblicità connessa alle banche private.

È tuttavia consentita la raccolta del SCO a scopo personale e la sua esportazione in strutture private al di fuori del territorio italiano secondo le regole definite da uno specifico atto normativo, sebbene non ci siano solide evidenze scientifiche sull’utilità di tale modalità di conservazione, che limita i vantaggi e la disponibilità dell’utilizzo solidaristico, a fronte di pochissimi casi di utilizzo reale.

Sul territorio nazionale, il sangue del cordone ombelicale viene conservato presso strutture pubbliche (Banche del Sangue da Cordone Ombelicale) e resta a disposizione dei centri trapianto che ne avessero necessità.

Il Centro Nazionale Sangue insieme al Centro Nazionale Trapianti opera per garantire la sicurezza e l’affidabilità delle unità conservate a tutela della salute di chi dona e di chi riceve.


Impieghi alternativi
La rete ITCBN ha sviluppato filoni di ricerca orientati alla valorizzazione delle unità di sangue di cordone non idonee a trapianto per il basso contenuto in cellule staminali ematopoietiche. Sono stati così definiti nuovi protocolli per la produzione di  emocomponenti innovativi. Questi includono ad esempio i concentrati eritrocitari, o i derivati del plasma e delle piastrine per la produzione di emocomponenti ad uso topico. La trasfusione dei concentrati eritrocitari è stata, ed è tuttora, oggetto di studio nella terapia della anemia dei neonati gravemente prematuri in virtù del contenuto di emoglobina fetale, fisiologicamente più adatta a questi pazienti rispetto la emoglobina adulta. Il gel ed il lisato piastrinico da cordone hanno invece un ampio ambito di applicazione in oftalmologia o dermatologia.

Oltre alle cellule staminali ematopoietiche, il sangue cordonale è una fonte versatile di cellule per la produzione di terapie avanzate. Le cellule immunitarie derivate da cordone possono essere utilizzate per la produzione di cellule T con antigene chimerico (CAR), cellule T regolatorie, o cellule T specifiche per virus e cellule NK.

Gli impieghi alternativi del sangue di cordone ombelicale, per i quali l’interesse scientifico sta progressivamente crescendo, costituiscono una importante opportunità per valorizzare al massimo il dono solidaristico delle madri/coppie, posizionandoli all’avanguardia nella medicina rigenerativa e personalizzata.

Questo nuovo concetto di banca richiede una stretta collaborazione scientifica tra gli specialisti di discipline diverse, al fine di documentare l’ efficacia terapeutica dei vari prodotti ed ampliarne le indicazioni.