Trasfusione massiva: serve approccio personalizzato

Lo studio (Should All Massively Transfused Patients Be Treated Equally? An Analysis of Massive Transfusion Ratios in the Nontrauma Setting. Critical Care Medicine: August 2017 - Volume 45 - Issue 8 - p 1311–1316 doi: 10.1097/CCM.0000000000002498) ipotizza un’assenza di differenza,  in termini di mortalità a 30 giorni dalle trasfusioni, tra i pazienti con politraumi che hanno ricevuto trasfusioni di unità di Plasma Fresco Congelato e di Globuli Rossi Concentrati o di unità di Piastrine e di Globuli Rossi Concentrati in rapporto >1:2 (“high trasfusion ratio ”) e quelli in cui tale rapporto è 1:2 (“low trasfusion ratio”). Viene preso in considerazione il periodo dal 2011 al 2015. Oltre al trasfusion ratio vengono considerati: la trasfusione di almeno 10 unità di Globuli Rossi Concentrati nelle 24 ore; la citata mortalità a 30 giorni ma anche a 48 ore in caso di ricovero in terapia intensiva e rianimazione.

In totale sono stati valutati 247 pazienti trasfusi con unità di Plasma Fresco Congelato e di Globuli Rossi Concentrati  ≤1:2 contro 354 > 1:2 e 296 pazienti trasfusi con unità di Piastrine e di Globuli Rossi Concentrati ≤ 1:2 e 305 > 1:2.
In generale non  sono state evidenziate differenze tra i gruppi confrontati, anche in termini di condizioni precedenti la trasfusione (tranne una più bassa conta piastrinica nei pazienti con ratio >1:2)
Lo studio presenta diverse limitazioni di cui la principale è rappresentata dalla popolazione dei pazienti senza politraumi, massivamente  trasfusa è fortemente eterogenea.  Altro limite è la quota di paziente trattati con cristalloidi che non viene considerata, così come quella trattata con altri emocomponenti. Inoltre il diverso impatto del tipo di chirurgia a cui i pazienti sono sottoposti non viene considerato.
Comunque l’analisi dei benefici della trasfusione massiva con approccio “high trasfusion ratio”, che attualmente anche nei pazienti con politraumi non è basata su evidenze robuste, effettuata sulla popolazione di pazienti non affetti da politrauma, mostra che tale approccio non è adeguato per la predetta popolazione di pazienti.