Bloodlliwood. Il mito del sangue raccontato attraverso il cinema

“Il sangue è un fluido del tutto particolare”, afferma Goethe nel Faust. È Rosso perché contiene una molecola particolare, l’emoglobina, anche se il fascino dei “sangue blu” ha attirato generazioni di autori e lettori. È profondo perché le emozioni che racconta vengono da molto lontano. Scorre “On the screen” da prima ancora che il cinema avesse colore. Appare nei primi film muti (Intolerance, diretto da David Wark Griffith nel 1916) e continua ancora oggi ad ispirare sceneggiatori e registi di ogni genere.
Il sangue dei samurai
In Giappone il gruppo sanguigno è diventato una vera e propria mania: boom di previsioni simili ad oroscopi basate appunto sulle differenze “caratteriali” tra chi nasce B, A, AB o 0. Solo nel 2008 almeno dieci libri sull’argomento sono entrati nella classifica dei best seller grazie a milioni di copie vendute, e anche il Primo Ministro nipponico Taro Aso si cura di precisare sul suo sito Internet che è un gruppo A, mentre il leader dell’opposizione Ichiro Ozawa è un B, per la cronaca.
Dieta di gruppo

Soprattutto in prossimità della bella stagione imperversano su tutti i media. E sotto la minaccia della cosiddetta “prova costume”, molti sono propensi ad accettarne crudeltà e incongruenze, pur di ritrovare l’agognata linea e perdere quei centimetri che lottano con la zip.
Parliamo di diete. Ce n’è per tutti i gusti, o forse sarebbe meglio dire disgusti: dal minestrone, alla zona, ai punti, alle dissociate, alla proteica.
Scritto col sangue

Da sempre, il sangue ha affascinato l’uomo. Già quello preistorico sapeva che perdendo una certa quantità di sangue, un animale sarebbe morto in poco tempo. Il sangue, era già sinonimo di vita.
