Comunicati Stampa

10/09/2018 - Il sistema di gestione per la qualità del Centro nazionale sangue – Istituto Superiore di Sanità, l’organo che coordina e supervisiona il sistema trasfusionale italiano, ha conseguito la certificazione di Sistema UNI EN ISO 9001:2015, quale ulteriore garanzia dell’assolvimento dei compiti istituzionali definiti dalla normativa vigente, a seguito di una rigorosa verifica, a cura di un ente accreditato, effettuata alla fine del mese di giugno.


Il sistema sangue regge di fronte all’epidemia di West Nile Virus che sta colpendo molte regioni del Nord Italia. Il virus del Nilo Occidentale che si trasmette attraverso la puntura di una zanzara di genere Culex, spesso non manifesta sintomi e solo in casi molto rari, in pazienti già indeboliti da altre patologie, può causare delle complicazioni che si rivelano letali come è successo nei giorni scorsi in Emilia Romagna. In questa categoria potrebbero rientrare gli affetti da malattie croniche che richiedono il ricorso costante a terapie trasfusionali.


Continua a calare nel 2017 il numero dei donatori di sangue in Italia, dopo aver già toccato il record negativo dal 2009 lo scorso anno. Lo certificano i dati raccolti dal Centro Nazionale Sangue e presentati, insieme a una campagna di sensibilizzazione realizzata con il CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni di volontari del dono del sangue.

I numeri


L’Italia è capofila in Europa nella gestione della risorsa sangue del paziente prima, durante e dopo gli interventi chirurgici maggiori, il cosiddetto ‘Patient Blood Management’ che può salvare migliaia di vite. Con questa motivazione il nostro paese è stato premiato al ‘Global Symposium Patient Blood Management’


E’ aumentato nel 2017 il plasma messo a disposizione delle industrie per la produzione di farmaci fondamentali per una serie di patologie, dall’emofilia ad alcune immunodeficienze. Grazie ai donatori è stato possibile raccogliere quasi 830mila chili di plasma, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2016, superiore a quanto previsto dal Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati e prescritto dal Programma annuale di Autosufficienza.


Anche quest’anno l’influenza ha messo in difficoltà gli approvvigionamenti di sangue in diverse regioni, con punte di oltre 1300 sacche mancanti che hanno portato ad esempio a rinviare gli interventi non urgenti in molti ospedali. Lo affermano i dati diffusi dal Centro Nazionale Sangue – Istituto superiore di Sanità, che insieme al CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni nazionali dei donatori di sangue, lancia la proposta di estendere l’offerta del vaccino anche a chi dona.


Le rete è stata istituita inserita con uno degli articoli della Legge di Bilancio appena approvata dal Parlamento, che ha anche delineato i nuovi compiti per il Centro Nazionale Sangue. A Ferrara ne hanno parlato Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns, l'onorevole Pd, Paola Boldrini, il presidente provinciale Avis, Davide Brugnati e la vicepresidente dell'Alt Alessandra Mangolini


Il sistema sangue tiene, e riesce a far fronte alle emergenze come la Chikungunya, ma alcune regioni non sono autosufficienti e non riescono a garantire le terapie ai pazienti cronici, come i talassemici. Il dato è emerso durante la consultazione plenaria del Sistema trasfusionale che si è tenuta a Roma nella sede della Croce Rossa.


Il sangue e il plasma donati dagli italiani dal 2013 sono diventati aiuti concreti anche per tanti pazienti con emofilia all’estero, soprattutto in età pediatrica, che non dispongono di un trattamento adeguato: attraverso progetti di cooperazione internazionale è stato possibile donare medicinali plasmaderivati indispensabili a pazienti emofilici in diversi Paesi del mondo, dall'Afghanistan all'India


La rete trasfusionale e più in generale il ‘sistema sangue’ italiano hanno bisogno di una maggiore omogeneità, superando le attuali differenze regionali, per poter garantire i requisiti minimi e le caratteristiche necessarie ad erogare prestazioni come le trasfusioni o le terapie con farmaci derivati dal sangue secondo gli standard di qualità e sicurezza richiesti dalle normative italiane ed europee. L’esigenza è emersa durante un incontro con il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno e il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini