Scienza oppure bufala?

18-04-2012

una mano che disegna un punto interrogativo su un foglio bianco

Provare… per credere. Un ottimo esempio inglese.

National Health Choices è il più grande sito pubblico di informazione sanitaria inglese, sviluppato dal Dipartimento della Salute e rivolto ai cittadini. Ad oggi conta più di 20 mila articoli su argomenti di medicina, prevenzione e corretti stili di vita. Tutti i contenuti sono curati da un team di redattori e giornalisti e rispondono rigorosamente a criteri di trasparenza e accuratezza. Ogni informazione riportata è basata sulla valutazione dei migliori risultati della ricerca scientifica disponibili al momento e ogniqualvolta sono riportate supposizioni o opinioni, viene segnalato nel testo.

In Homepepage ci incuriosisce una rubrica dal titolo ‘Behind The Lines’. In questo spazio, i redattori selezionano le storie di scienza che fanno notizia sui giornali e, con il supporto di medici e scienziati, le restituiscono ai lettori con una valutazione imparziale. In un’epoca in cui le notizie di scienza e salute corrono in rete alla velocità di quelle di cronaca (ma è molto più difficile coglierne verità e implicazioni) si tratta di un lavoro prezioso. ‘Nel secolo 21 esimo, la conoscenza è l’elemento chiave per migliorare la nostra salute. Abbiamo bisogno di cose pure, come l’acqua pulita, ed abbiamo diritto a cose pure, come un’informazione chiara e trasparente’. Niente di meglio delle parole dell’ideatore della rubrica, Sir Muir Gray, per spiegare il valore sociale di questo esempio di ottimo giornalismo.

Da ‘Behind The Lines’, riportiamo alcuni suggerimenti utili per capire se una notizia è vera oppure è una bufala. La prima cosa da fare davanti a un titolo in prima pagina è non credere ciecamente a quanto leggiamo ma cercare la verità dietro le righe. Per iniziare basta rispondere a pochi semplici domande:

1)  Le affermazioni riportate dalla notizia sono basate su una ricerca scientifica?

Se un articolo pubblicizza un trattamento o uno stile di vita che, ad esempio, millanta di migliorare un aspetto della nostra salute, deve riportare dati scientifici a sostegno: se non cita alcuna pubblicazione oppure rimanda a dati che non sono ancora apparsi su riviste specializzate…beh, allora non lasciamoci convincere.

2)  La notizia è basata su un abstract presentato ad una conferenza?

Attenzione. Gli abstract presentati alle conferenze di settore sono spesso solo dati preliminari non ancora confermati. Si tratta di una notizia vera? Non lo sappiamo. Bisogna pazientare ancora.

3)  La notizia si basa su uno studio condotto sugli esseri umani?

Molto spesso accade che una scoperta miracolosa presentata in prima pagina dai giornali sia basata su studi di laboratorio condotti su animali. Ma (stranamente!) è accompagnata da fotografie di esseri umani e crea così l’illusione che il miracolo sia pronto all’uso. Ma non è così. Gli studi sugli animali sono solo il primo passo del cammino di una ricerca scientifica e molti farmaci che dimostrano di funzionare sugli animali non è detto che funzioneranno anche sugli esseri umani.

4)  Quante persone sono state coinvolte nello studio?

In generale, più grande è uno studio più si può avere fiducia nei suoi risultati. Studi condotti su un gruppo esiguo di persone hanno meno probabilità di rappresentare la realtà.

5)  C’è nello studio un gruppo di controllo?

Un gruppo di controllo permette ai ricercatori di confrontare cosa accade a persone che ricevono un trattamento rispetto ad altre che non lo ricevono. Se in uno studio non c’è un gruppo di controllo, è difficile attribuire con certezza i risultati ottenuti al trattamento in questione.

6)  Lo studio scientifico ha misurato quello che è riportato dai giornali?

Questo punto è piuttosto complesso. Facciamo un esempio: potremmo trovarci davanti ad un titolo di questo tipo ‘I pomodori riducono il rischio di infarto’ e, andando a leggere l’articolo scientifico che è la fonte della notizia trovare invece questo risultato: che i pomodori riducono la pressione sanguigna. Ciò significa che qualcuno ha estratto la notizia ‘i pomodori riducono il rischio d’infarto’ dal fatto che la pressione sanguigna è un fattore di rischio per gli attacchi di cuore. Estrapolazioni di questo tipo potrebbero dimostrarsi vere ma anche false. Attenzione dunque che il contenuto della notizia riporti puntualmente quello che lo studio scientifico ha misurato.

7)  Chi ha commissionato ed eventualmente pagato lo studio?

Spesso le ricerche sono sponsorizzate da aziende che potrebbero avere degli interessi nei risultati creando, di fatto, una situazione di conflitto. Questo non vuol dire, naturalmente, che ogni studio sponsorizzato non sia credibile, spesso si tratta di ricerche molto importanti, ma ci invita a fare un approfondimento in più.

8)  Chi è il colpevole della disinformazione?

Il colpevole di una cattiva notizia non è necessariamente il giornalista che l’ha riportata in maniera esagerata. Spesso sono proprio i ricercatori che estrapolano dalla loro ricerca ‘un senso’ che i dati non supportano. E i giornalisti sono semplici ambasciatori. In questi casi è molto più difficile stanare la bufala. L’importante è essere molto attenti e comportarsi sempre… come un buon investigatore!