Ötzi: il sangue di 5000 anni fa

12-05-2012

 

Il suo DNA è stato decifrato grazie a campioni di tessuto, il  suo stomaco e l’intestino ci hanno permesso di scoprire i dettagli del suo ultimo pasto, le circostanze della morte violenta sembrano aver chiarito definitivamente la storia di quest’uomo, vissuto 5300 anni fa.

E tuttavia dalla data del suo ritrovamento sulle Alpi italiane, nel 1991, i ricercatori non erano riusciti a individuare alcun residuo di sangue dell'uomo venuto dal ghiaccio. Ora un team di ricerca italo-tedesco, composto da ricercatori dell'EURAC di Bolzano e della Technische Universität di Darmstadt, ha rivelato, grazie all'uso di nanotecnologie, la presenza di globuli rossi sulle ferite di Ötzi.

Il sangue di Otzi è stato esaminato con un microscopio a forza atomica a partire da sottili campioni di tessuto prelevati dalla ferita sulla schiena di Ötzi causata da una freccia e da una ferita da taglio sulla mano destra.

È stata così scoperta la presenza di globuli rossi con la loro classica forma a ciambella.

È stato adoperato anche un secondo metodo di analisi: la cosiddetta spettroscopia Raman, che illumina i campioni di tessuto con una luce intensa, grazie alla quale si riescono a identificare le diverse molecole per mezzo di uno spettro di dispersione della luce.

Questo metodo ha confermato che i globuli rossi di Ötzi hanno lo stesso aspetto dei campioni moderni di sangue umano.

Oltre ai globuli rossi, l'analisi ha però rivelato anche tracce di fibrina, una proteina che regola la coagulazione del sangue. La fibrina emerge nelle ferite fresche e successivamente tende a diminuire. Questo conferma la tesi che Ötzi sia morto subito dopo esser stato ferito dalla freccia e non nei giorni successivi, come era stato ipotizzato inizialmente.

Non era noto quanto a lungo si potesse conservare il sangue, né tantomeno come potessero presentarsi i globuli rossi dell'uomo durante l'età del rame. La stessa medicina legale non sa ancora come definire con precisione l'età di una traccia di sangue trovata sulla scena del crimine. Grazie a questa scoperta si aprono nuove prospettive per la ricerca.

Vi presentiamo, inoltre, un aspetto inedito cha ha accompagnato la ricerca sui campioni biologici a partire dalla provenienza etnica della mummia, che mette in luce i cavilli bioetico-giuridici che potrebbero porre in dubbio la legittimità degli studi su Ötzi: in allegato un capitolo tratto dal volume Biobanks in the Mediterranean area (edited by Luciana Caenazzo, Renzo Pegoraro, Proget Edizioni, 2011) curato dal Dr. Carlo Petrini, Responsabile dell'Unità di Bioetica dell'Istituto Superiore di Sanità.

 

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