Zanzare contro uomo: lotta all’ultimo sangue

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Alla scoperta della zanzara. il vettore per eccellenza di molte malattie infettive
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Testatina di articolo. Immagine non funzionale.

Un team di ricercatori ha stimato che per prosciugare l'intero ammontare di sangue presente in un uomo adulto, occorrerebbero 1.200.000 punture di zanzara, ma il malcapitato morirebbe molto prima per shock anafilattico.

Quando una zanzara è satolla, uno specifico recettore chimico interrompe la "pompa" aspirante che succhia il sangue. In alcuni esperimenti di laboratorio è stato possibile disattivare questo recettore: le zanzare continuavano ad aspirare sangue fino a esplodere. 

Questa è un’informazione che mitigherà i nostri istinti omicidi quando, anche ben spalmati di lozioni repellenti, ci ritroviamo la pelle cosparsa di dolorosi ponfi, aggravati dalle grattate stile urangotango con cui speriamo di alleviare il fastidio.

E poi ( per i più sensibili ), si chiarisca che la zanzara ha bisogno del sangue di mammifero (anche se a dirla tutta, alcuni ricercatori hanno scoperto un gruppo che nelle Galapagos si “accontenta” di quello di rettile) non per nutrirsi, ma per riprodursi. Cosa dire a mamma zanzara che si prodiga nel difendere la propria specie, in cambio di un po’ di prurito? 

Ecco la mosquito love story : a differenza degli umani, i maschi di zanzara sono degli ottimi ascoltatori. Le loro orecchie sono dotate di moltissimi sensori in grado di udire anche a grande distanza il ronzio delle femmine. Intercettata una potenziale compagna, questi latin lover succhiasangue sincronizzano il loro ronzare con quello delle loro prede. In pratica attaccano bottone, anzi pungiglione, come al bar...

Per accoppiarsi le zanzare prediligono l'aria. Un rapporto sessuale completo, compresi i preliminari (una danza tra gli spasimanti), dura circa 15 secondi. Dopodiché la femmina va in cerca di un po' di sangue per recuperare energie e avere una giusta dose di proteine per produrre le uova. I maschi di zanzara sono innocui, salvo non siate una pianta. Sono vegetariani.

Milioni di anni fa le zanzare erano circa tre volte più grandi di quanto non siano oggi. L'apparato visivo è pressoché rimasto invariato e si basa ancora sull'infrarosso.

Solo se la zanzara e' portatrice della malaria diventa vorace, allora si trasforma in un mini - vampiro a sei gambe L'appetito vien mangiando, recita un detto cui sembrano conformarsi anche quegli insetti che, nutrendosi di sangue, costituiscono il veicolo di importanti malattie nell'uomo, a esempio la malaria. A studiare le abitudini alimentari delle zanzare del genere Anopheles sono in molti, ma J. Koella, F. Sorensen e R. Anderson, del dipartimento di Zoologia dell'Universita' di Aarhus (Danimarca), hanno recentemente approfondito l'indagine uscendo dal laboratorio per osservarne il comportamento in natura. Lo studio, condotto in Tanzania, ha dimostrato la fondatezza di un sospetto sorto in laboratorio, e cioe' che le zanzare infettate dal parassita malarico subissero delle alterazioni del comportamento alimentare che potevano favorire la diffusione della malattia. Il plasmodio, il microbo che causa la malaria, produce dunque delle modificazioni nelle abitudini degli insetti che aggredisce, allo scopo di aumentare le possibilita' di diffondersi. I ricercatori danesi hanno concentrato la loro attenzione sulla specie Anopheles Gambiae, il piu' importante vettore malarico in Africa. Lo studio ha richiesto la collaborazione di 19 coraggiosi (o ignari?) volontari, che, distribuiti in tre diversi alloggi, si sono fatti divorare dalle zanzare per dieci notti di fila, malgrado il rischio di contrarre la malaria. Al mattino gli anofeli che riposavano sulle pareti sono stati catturati per analizzare il contenuto del loro stomaco, e determinare l'eventuale presenza del plasmodio malarico. Per la cronaca, la caccia ha fruttato ben 1.762 zanzare della sola specie in questione! Di esse una percentuale ragguardevole, il 16 % , e' risultata infetta. In altre parole oltre una zanzara su dieci era in grado di trasmettere la malaria. Non tutte si erano completamente saziate, ma tra quelle che si erano rimpinzate prevalevano in modo netto le zanzare attaccate dal parassita malarico. L'82 % degli anofeli infettati si era, infatti, riempito la pancia, contro un 72 % d'ingordi tra gli insetti sani. L'analisi del sangue contenuto nello stomaco delle due diverse categorie d'insetti, sani e infetti, ha dimostrato inoltre che la presenza del plasmodio e' inequivocabilmente associata alla tendenza a nutrirsi del sangue di piu' persone. Il 22 % delle zanzare parassitate avevano nello stomaco il sangue di almeno 2 degli impavidi volontari, mentre la percentuale di zanzare che avevano punto piu' di una persona scendeva al 10 % se si trattava di insetti sani. Tutto cio' dimostra che gli anofeli portatori della malaria sono piu' voraci rispetto a quelli sani. Questi ultimi, infatti, se disturbati durante il pasto preferiscono spesso rinunciare a saziarsi, a patto che il quantitativo di sangue raccolto superi un certo valore soglia. Evidentemente il plasmodio riesce a indurre nel proprio ospite un aumento di questo valore soglia, in questo modo l'animale ha bisogno di mangiare di piu' prima di sentirsi finalmente sazio. Secondo gli studiosi quest'effetto potrebbe essere ottenuto in due modi: la presenza del protozoo della malaria nelle ghiandole salivari delle zanzare potrebbe ostacolare il flusso di sangue verso lo stomaco oppure, come gia' osservato per altre specie di insetti ematofagi, sarebbe compromessa l'attivita' dell'enzima apirasi, che serve alle zanzare per localizzare il sangue una volta posatesi sulla vittima. Il prelievo riesce con difficolta' e l'insetto e' cosi' costretto a ritentare. Questo naturalmente produce un aumento del numero di persone cui viene trasmesso il protozoo malarico. E, poiche' il comportamento alimentare muta a seguito dell'infezione, tentare una predizione del tasso di diffusione del morbo sulla base di osservazioni compiute su insetti sani porterebbe inevitabilmente a una sottostima del fenomeno. Di fatto, e' stato accertato che le ghiandole salivari di questi blood addicted non si svuotano completamente del parassita neppure dopo che l'animale ha punto per quindici volte di seguito. Se a questo si aggiunge la maggiore voracita' degli anofeli parassitati dalla malaria si puo' comprendere perche' questa malattia riesca a causare, solo in Africa, oltre un milione di vittime ogni anno, e sia dunque l'oggetto di intensi studi in molteplici direzioni. I ricercatori Lindsay, Parson e Thomas dell'Universita' di Durham, Gran Bretagna, hanno cercato di determinare l'abbondanza relativa dei due principali vettori malarici africani, Anopheles Gambiae e Anopheles Arabiensis, nel loro habitat naturale in rapporto al clima, un criterio diverso da quelli finora utilizzati. 

Invece, il ricercatore Wu Dongdong ha spiegato sul giornale Molecular Biology and Evolution pubblicato a Oxford, che ha individuato la proteina “tripsina”, “che rende le zanzare capaci di digerire il sangue con maggiore rapidità e in modo più efficiente delle altre specie animali che non si nutrono di sangue”. E’ una sostanza presente in piccole dosi in quasi tutti gli animali, compresi gli esseri umani, ma molto più concentrata in alcuni come zanzare e cimici.

I ricercatori hanno nutrito alcune zanzare con sangue e altre con succo di arancia. La presenza di tripsina è risultata molto maggiore nel gruppo nutrito con sangue. 

Ora il gruppo di ricerca spera di trovare come eliminare le zanzare, oppure ridurre la loro sete di sangue umano. Wu ha precisato che “quando le zanzare vengono in contatto con sostanze chimiche che eliminano la tripsina, esse perdono interesse al sangue, che avrebbero comunque difficoltà a digerire”.

Infine, c'è chi dice che le nostre Mosquitos mom, cerchino soprattutto le persone con il sangue dolce, chi le pelli calde e sudate e chi ritiene che abbiano un debole per i colori rosso, giallo, nero e blu. Ora pare che sia stato finalmente svelato il motivo che induce le zanzare ad accanirsi nei confronti di alcune persone rispetto ad altre. Recentemente infatti due ricercatori americani dell’Università della Florida hanno realizzato un accurato studio in cui, per la prima volta, passando in rassegna 4.000 sostanze diverse, sia naturali sia sintetizzate dall'uomo, si è cercato di comprendere i motivi per cui una singola persona esercita un'attrazione particolare nei confronti delle zanzare. Sembrerebbe che questi insetti siano attratte da fonti, come la pelle umana, che ritengano ricche di vitamina B, di colesterolo, di acido urico, di acido lattico, e di acidi grassi, come l'acido stearico, un comune componente dei cosmetici. Questi insetti non sono in grado di produrre tali sostanze autonomamente e attingono direttamente a ciò di cui hanno bisogno. Si spiegherebbe perché le zanzare trovino un'attrazione speciale verso diversi tipi di sostanze contenute in prodotti di bellezza come molti spray per capelli, lozioni e creme per la pelle. A rischio di puntura sono inoltre i pazienti con problemi cardiocircolatori e che si sottopongono perciò a cure per la pressione del sangue o del cuore, e le persone che hanno appena terminato di consumare bevande alcoliche o di mangiare carne rossa. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che la chimica del corpo di una persona può cambiare nel corso del tempo e così anche l'attrazione che può esercitare sulle zanzare. Nel corso dell'esperimento a un ricercatore volontario venne diagnosticato un tumore: questa persona non veniva considerata interessante dagli insetti, ma dopo l'operazione, necessaria a rimuovere il tumore, le zanzare si dimostrarono estremamente attratte da lui: qualcosa, secondo gli studiosi americani, era cambiato negli equilibri chimici del suo corpo e stimolava gli insetti.

«Effettivamente le zanzare, come gli altri insetti ematofagi, individuano la vittima soprattutto grazie agli odori», ha commentato il professore Romeo Bellini, entomologo del Centro Agricoltura e Ambiente, uno dei più importanti laboratori italiani che si occupano del controllo delle zanzare. 

«I mammiferi emettono centinaia di sostanze tramite la pelle tra le quali le più importanti per le zanzare sembrano la CO2, il vapore acqueo, il gradiente termico rispetto all'ambiente, le vitamine, i composti ureici, il sudore e i vari acidi lattico, butirrico ecc.»

Ogni popolo ha le sue tradizioni e la sua medicina popolare. In Messico per esempio le genti del luogo consigliano di mangiare tanto peperoncino. Secondo i discendenti dei Maya il chile ha la capacità di scacciare le zanzare grazie a particolari odori che si rilasciano attraverso il sudore. La simpatica coincidenza è che nel peperoncino sono presenti vitamine del gruppo B e la C che contribuiscono a trasmettere attraverso il sudore di chi lo mangia, quel “certo non so che” che allontana le bestiole.

«Non è da escludere che l'alimentazione influenzi gli odori della pelle e di conseguenza il grado di attrattività verso le zanzare», precisa Bellini; la differenza da persona a persona dipende dalla qualità e quantità dell'emissione odorosa», aggiunge l’entomologo, «i bambini attirano in genere più degli anziani perché hanno un metabolismo più spinto. Una persona che fa sport emette più odori di una che legge il giornale, ecc. Ognuno di noi emette un blend personale di odori che può attirare più o meno intensamente le zanzare».

In base agli ultimi gossip scientifici i meno gettonati nel menù delle zanzare buongustaie, sarebbero gli individui stressati. Alcuni scienziati che da anni lavorano sull’argomento, hanno aggiunto alla lista delle emanazioni naturalmente repellenti anche l’aroma da stress, fatica fisica e nervosa. I ricercatori inglesi del Rothamstead Research sono arrivati a questa conclusione dopo aver identificato tra i 300 e i 400 nostri effluvi quelli che favoriscono o scoraggiano questi fastidiosi “baci” che ci tengono svegli nelle notti d’estate e, grazie alla presenza dell’ospite orientale (la Tigre), attiva anche nelle ore diurne, ci molestano dall’alba al tramonto.

Dunque è diventata una guerra chimica, come per le grandi passioni, è una questione di feromoni. In attesa della stress pill, un gruppo di entomologi dell’Università della California e Riverside hanno scoperto due sostanze naturali che impediscono alle zanzare di rilevare l’anidride carbonica nella nostra saliva e quindi di riservarci le loro attenzioni, mentre altri studi al Monell Chemicall Senses Center di Philadelphia si stanno concentrando sui gusti sanguigni delle zanzare. Insomma anche tra uomo e zanzare, è una questione di feeling.

di Gloria Pravatà

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