Il sangue ha costituito per secoli uno dei valori essenziali dei modi di vita e delle culture popolari in Occidente. Il sangue può essere veleno e può essere rimedio, è doppio e ambiguo come le metafore che ha suggerito a narratori e poeti del genere fantasyhorror che da sempre affascina e seduce il pubblico di tutte le età e di tutte le generazioni. Dai vampiri, predatori di vita ed energia, ammaliatori seduttivi che incatenano le prede a un destino di consunzione e malinconia, alle figure dei serial killer o banditi splatter che raggelano il sangue ad avidi consumatori di letteratura noir e spettatori di horror-movie.
Le diadi vita-morte, chiaro-scuro, paura-fascino, male-bene, sono una miscela essenziale del cocktail che stordisce e cattura, tanto che l’industria editoriale e cinematografica sforna da decenni prodotti e cosiddetti serial grondanti sangue, di fronte al quale (tanto è finto...) restano rapiti e impavidi anche coloro che nel set reale di un ospedale (fuori da fiction e reality show), di fronte a una siringa, svengono con virginale sensibilità.
La sfida che il Centro Nazionale Sangue si appresta a lanciare, con la complicità della casa editrice Gargoyle, specializzata in letteratura horror e gotica di qualità, è quella di avvicinare soprattutto i giovani, attraverso la proposta di classici e nuove firme di questo filone letterario che ha dimostrato comunque di incontrare sempre più interesse e ha rivelato anche talenti inaspettati da parte della critica più “esigente”.
L’idea è quella di riprendere la tradizione dei penny blood o penny dreadful (racconti di “sangue” o paurosi che, rallentando il ritmo della trama principale ne aumentavano la suspence, sollecitando l’emotività dei lettori seriali che acquistavano questi fascicoli al prezzo popolare di 1 penny) abbinando a un capitolo del romanzo scelto, alcuni spunti e suggestioni che aiutino a scoprire l’universo sangue, dove tutto scorre alla velocità della vita e l’unica paura vera è quella di non averne a sufficienza per curare tutti in modo appropriato.
Si tratta di una riqualificazione in chiave culturale della figura del vampiro, vero e proprio mito ormai fortemente radicato nel nostro immaginario collettivo: ne costituisce esempio significativo il recupero del vittoriano Varney il vampiro, straordinaria e monumentale opera risalente alla metà dell’Ottocento, presentato durante la 3 giorni di eventi ad Alghero, in occasione del World Blood Donor Day.
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