La placenta è l’organo mediante cui avvengono gli scambi tra la madre e il feto e che viene espulsa alla fine del parto.È ricca di vasi sanguigni.
Negli anni ’90 si è scoperto che il sangue contenuto all’interno della placenta è una fonte preziosa di cellule staminali che hanno lo stesso potere curativo di quelle del midollo osseo.
Il sangue del cordone ombelicale, il funicolo che collega feto e placenta, contiene le stesse cellule emopoietiche del midollo osseo. Queste cellule possono essere donate alla fine del parto con una procedura non invasiva che non comporta alcun rischio né per la madre né per il bambino.
Ogni hanno circa 13.000 pazienti nel mondo, che non dispongono di un donatore compatibile in famiglia, hanno bisogno di un trapianto di cellule staminali emopoietiche (cellule in grado di autoriprodursi e dare vita ad altre linee cellulari dalle quali derivano tutte le cellule del sangue). Un quinto di questi pazienti è trattato con il sangue del cordone ombelicale.
Le cellule staminali emopoietiche contenute nel sangue del cordone ombelicale sono in grado di generare globuli bianchi, rossi e piastrine esattamente come quelle del midollo osseo.
In Europa vengono effettuati oltre 20.000 procedure di trapianto ogni anno, di cui oltre 5000 in Italia.
Il trapianto delle cellule del sangue del cordone ombelicale può curare malattie tumorali del sangue come la leucemia e i linfomi (tumori del sistema linfatico) e patologie non tumorali come la talassemia (malattia ereditaria del sangue), l’aplasia midollare (mancata produzione delle cellule del sangue) e le immunodeficienze congenite (malfunzionamento del sistema immunitario che causa una maggiore predisposizione alle infezioni).
Le cellule del sangue del cordone ombelicale sono utilizzate anche per curare persone sottoposte a chemioterapia o terapia radiante ad alte dosi.
Il patrimonio di cellule raccolte attraverso la donazione volontaria entra a far parte dell’inventario pubblico cui ogni centro trapianti può accedere per trovare l’unità compatibile per il suo paziente.
Aderire alla donazione è indispensabile per sostenere il sistema solidaristico che consente a tutti di ottenere cure appropriate, operate in base a scelte cliniche effettuate dal trapiantologo, su basi di evidenza scientifica e protocolli diagnostici condivisi.
BANCHE DEL SANGUE CORDONALE
Il sangue cordonale raccolto immediatamente dopo il parto e previo consenso della mamma, consente di utilizzare in modo appropriato un elemento biologico attivo che sarebbe perso.
La possibilità di effettuare trapianti con tale risorsa, il cui primo utilizzo risale al 1988 (Francia), ha indotto i governi di diverse nazioni a costituire vere e proprie “banche”, dove vengono conservate le unità di sangue raccolte.
Il numero di banche è aumentato in questi ultimi anni molto rapidamente. Negli Stati Uniti e in Europa sono stati criopreservati e al momento disponibili all’uso trapiantologico per la comunità, più di 400.000 campioni in oltre 100 banche.
Il processo di “banking” include una serie di procedure che comprendono:
- la selezione del donatore;
- la raccolta dell’unità;
- la caratterizzazione;
- la criopreservazione;
- lo stoccaggio;
- la ricerca e il rilascio dell’unità (sacca monouso in plastica sterile) di sangue cordonale.
Le unità, per essere considerate idonee al bancaggio, devono possedere una serie di caratteristiche qualitative e quantitative, definite sulla base di standard nazionali e internazionale, a tutela della qualità e della sicurezza del sistema donatore/ricevente. Infatti, la raccolta può essere effettuata presso punti nascita, pubblici o privati, convenzionati, che abbiano preso accordi con la Banca territoriale di riferimento per la formazione del personale e l’organizzazione del trasporto in condizioni di assoluta sterilità. Ciò cosente di garantire l’uniformità di prodotto, testato su alti livelli di qualità, efficienza ed efficacia.
In Italia la rete è attualmente composta da 18 banche pubbliche, cui afferiscono 200 punti nascita (elenco disponibile sul sito http://www.trapianti.ministerosalute.it).
Ciascuna di esse opera sotto la vigilanza degli ispettori del Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti che verificano la conformità ai requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici previsti dalla normativa vigente sulla sicurezza in materia di sangue, cellule e tessuti (D. Lgs 191/2007) e dalle direttive europee, in attesa di essere istituzionalizzata come previsto dalla Legge 219/2005 sul sangue ed emoderivati.
Il servizio inerente al prelievo di sangue cordonale è organizzato in modo differente da ciascun ospedale e regione.
Ugualmente i tempi e le modalità di acquisizione del consenso informato e dell’anamnesi variano in relazione alla struttura sanitaria alla quale viene fatto riferimento.
Per avere informazioni precise è opportuno rivolgersi sempre al personale medico e ostetrico del centro nascita ove si partorirà.

