
Nel corso del 2008, a fronte di un numero complessivo di 11.517 unità di sangue cordonale donate e raccolte nei punti nascita, 3.167 unità sono state qualificate come idonee alla conservazione in quanto rispondenti ai requisiti necessari per essere efficacemente utilizzate a scopo di trapianto emopoietico. È da rivelare che l’indice di “banking” rispetto all’indice di raccolta è stato del 27,5%, quindi superiore all’anno 2007, in cui tale indice era pari al 24,2%. Il mancato bancaggio di circa due terzi delle unità è “fisiologicamente” conseguente alla necessità di garantire standard qualitativi e di sicurezza conformi alle norme nazionali e internazionali.
Peraltro, la percentuale italiana di mancato bancaggio delle unità non rispondenti alle specifiche richieste è sostanzialmente sovrapponibile a quella rilevabile in ambito europeo. Per quanto riguarda le richieste di conservazione “dedicata”, cioè finalizzate al trattamento terapeutico di familiari, generalmente un fratello o una sorella che al momento della nascita risultano affetti da patologie curabili attraverso trapianto di cellule staminali da sangue cordonale, nel 2008, il numero è stato di 305, di cui 304 sono state conservate.
Per quanto attiene invece alla richiesta di nulla osta all’esportazione di campioni di sangue cordonale ad uso autologo (verso strutture estere, come previsto dall’Ordinanza Ministeriale del 26 febbraio 2009), si è passati da un numero di 1668 del 2006, alle 5419 del 2007 (a fronte di 6129 richieste), per arrivare ai 10.458 del 2008 ( a fronte delle 12.348 richieste).
Vedi anche il sito del Centro Nazionale Trapianti
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| Report di attività 2008.pdf | 493.06 KB |

