E tu, di che sangue sei?

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Un autobus, per le strade di Roma, per far conoscere il sangue
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Testatina di articolo. Immagine non funzionale.

“Sono RH!” ha risposto uno studente davanti all’Università la Sapienza lunedì 8 giugno ai volontari della Fidas che lo hanno avvicinato per rivolgergli qualche domanda. “Boh?” hanno risposto altri.

Proprio così, ci sono molte persone che non conoscono il proprio gruppo sanguigno, oppure fanno un po’ di confusione dichiarando di appartenere ad “RH” oppure ad “ AB0” oppure - perché no? - ad “RH0”.

Per fare un po’ di chiarezza in tema di globuli rossi e antigeni, per quattro giorni, alcuni medici volenterosi (appartenenti agli ospedali elencati in calce che ringraziamo vivamente!), insieme a giovani volontari di Avis, Fidas, Croce Rossa e Fratres, e coordinati dal Centro Nazionale Sangue, a bordo di un super-autobus a due piani, hanno sostato davanti alle principali Università di Roma per fare del tutto gratuitamente un test che rileva il gruppo sanguigno agli studenti. A ogni studente a cui hanno eseguito il test del gruppo sanguigno, i volontari hanno regalato un braccialetto con la sigla del gruppo di appartenenza che rientra tra otto possibili : A+, A-, B+, B-, AB+, AB-, 0+, 0- (e ancora tanti braccialetti saranno regalati domenica 14 presso la galleria Colonna!).

Nonostante il caldo e gli esami che si avvicinano, gli studenti hanno risposto numerosissimi all’iniziativa dimostrando una grande sensibilità al tema della donazione del sangue insieme ad una spiccata curiosità: “Posso donare sangue se prendo qualche sostanza?”, “Ogni quanto tempo è possibile donare sangue?”, “Ma il sangue che io dono a chi serve?”. Sono solo alcune delle domande che riecheggiavano nell’autobus e alle quali i medici hanno risposto con simpatia e professionalità.

Il sangue che si dona serve a moltissimi pazienti affetti da patologie acute e croniche. Serve molto spesso a salvare delle vite. È per questo che è importante parlarne, togliersi ogni dubbio, diventare coscienti e poi magari scegliere di unirsi al milione e seicentomila volontari che ogni giorno in Italia, donando sangue, costruiscono quella rete in grado di (r)accogliere chiunque necessiti di una terapia trasfusionale.

Un grazie particolare a tutti i giovani volontari e ai medici dell’Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I diretti dalla Prof. Gabriella Girelli, all’èquipe del professor Gaspare Adorno dell’Azienda Ospedaliera Tor Vergata, al dottor Strano dell’Azienda Ospedaliera San Camillo, al dottor Pavan del’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea, al professor D’Onofrio dell’Università Cattolica e alla dottoressa Maria Cristina Tirindelli dell’Unversità Campus Biomedico . Last, but not least, un sentito ringraziamento al Responsabile del Centro di Coordinamento delle attività trasfusionali del Lazio, Prof. Giacomo Menichella, che ha coordinato gli sforzi dei suoi colleghi.

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