
Si è tenuta dal 9 all’11 giugno a Melbourne la Consulta Globale sulla Donazione del Sangue e dei suoi Componenti al 100 % volontaria e non remunerata.
Obiettivi principali: mettere in luce l’importanza di un sistema sanitario a livello mondiale basato sulla donazione consapevole di sangue e dei suoi componenti; valutare quali ostacoli esistono alla realizzazione di tale sistema, in particolare nei paesi in via di svilupp,o e pianificare strategie e sinergie per superarli.
Già nel 1975, l’Assemblea Mondiale della Salute (WHA) aveva esortato gli stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a promuovere lo sviluppo di un sistema sangue nazionale basato sulla donazione volontaria e non remunerata. La WHA è l’assemblea attraverso la quale gli stati membri partecipano alle decisioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È composta dai ministri della salute di tutti gli stati membri, si riunisce per approvare il programma della WHO e per varare risoluzioni in merito alle principali questioni politico-sanitarie di interesse mondiale.
La risoluzione della WHA 28.72 del 1975, aveva espresso preoccupazione per la diffusione, nelle aziende private, della tendenza a utilizzare metodiche di raccolta di sangue e plasma a pagamento, in particolare nei paesi in via di sviluppo. L’approvazione di tale politica, si legge nella risoluzione, “può vanificare gli sforzi di costruire dei servizi nazionali di trasfusione di sangue basati sulla donazione consapevole, l’unica in grado di proteggere e promuovere la salute dei donatori e dei destinatari del sangue e dei prodotti del sangue”. È infatti riconosciuto che l’utilizzo di componenti del sangue ottenuti dalla donazione a pagamento piuttosto che da quella volontaria pone un rischio più alto di infezioni trasmissibili per trasfusione così come conseguenze dannose alla salute dei donatori che si sottopongono troppo frequentemente al prelievo.
Sebbene l’accesso a una trasfusione di sangue sicura sia generalmente data per scontata nei paesi sviluppati, la disponibilità e la sicurezza del sangue e dei prodotti del sangue rimane una delle maggiori preoccupazioni nel mondo.
Globalmente più di 81 milioni di unità di sangue intero vengono raccolte ogni anno. Fino al 2006, solo 54 Paesi (il 30%) avevano ottenuto una donazione di sangue al 100% volontaria e non remunerata. Invece più di un milione delle unità di sangue intero erano ancora raccolte da donatori a pagamento. In più, ancora oggi si effettuano donazioni di plasma a pagamento in almeno sei paesi inclusi i maggiori esportatori di farmaci plasma-derivati. Almeno 33 paesi importano plasma dall’estero e 17 usano contratti di conto-lavorazione (non vendono il plasma ma lo danno alle industrie per lavorarlo conservandone la proprietà).
Trent’anni dopo, nella risoluzione WHA 58.13 del 2005, la WHA ha messo in luce la preoccupazione per la ancora attuale mancanza di sicurezza del sangue e i dei suoi componenti, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.
La Consulta Globale della WHO che si è tenuta nel giugno 2007 a Ottawa, in Canada, ha chiesto alla WHO di fornire una guida e un supporto tecnico agli Stati Membri su tutti gli aspetti legati alla donazione di sangue, inclusi i sistemi per garantire scorte sufficienti e sicure di prodotti derivati da frazionamento del plasma.
La Consulta di questi giorni rappresenta il seguito della Consulta Globale sulla donazione e porta avanti il lavoro cominciato a Ottawa.
La consulta si tiene a Melbourne, Australia, dal 9 all’11 giugno 2009 in prossimità dell’evento Globale del 14 giugno: il World Blood Donor Day. In tale sede, verrà redatta la ‘Dichiarazione di Melbourne’ che sottoscriverà l’impegno di tutti i paesi a lavorare insieme verso la costruzione di un sistema mondiale fondato sulla donazione del sangue consapevole, al 100% volontaria e non remunerata.

