Cacao Meravigliao

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Tutte le virtù del cacao tra scienza e leggenda
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Testatina di articolo. Immagine non funzionale.

Narra una leggenda azteca che una principessa, lasciata a guardia delle ricchezze dello sposo, un grande guerriero partito a difendere i confini dell'impero, venne assalita dai nemici che, invano, tentarono di costringerla a rivelare dove fosse nascosto iI tesoro. Per vendetta la uccisero e, dal sangue versato dalla fedele sposa, nacque la pianta del cacao, il cui frutto nasconde un tesoro di semi, amari come le sofferenze dell'amore, forti come la virtù, lievemente arrossati come il sangue. Era il dono di Quetzalcoatl alla fedeltà pagata con la morte, la stessa fedeltà che, nell'immenso impero azteco, legava i sudditi all'imperatore.

Tanta suggestione, rinforzata dal nome di teobroma (cibo degli dei) attribuito dai botanici al cacao, non poteva che creare attorno ad esso un’aura di fascino e di desiderio, che forse indulge a pensarne il consumo come ad una trasgressione e l’associa ai momenti in cui decidiamo di “coccolarci”.

Ora la scienza, col suo linguaggio tecnico, ma efficace per raggiungere chi non si lascia incantare dalle favole, ci dice che il cacao, non solo è buono, ma fa bene e con una serie interessante di studi, va a smontare anche altre leggende che si erano costruite per insinuare il senso di colpa tra i consumatori (fa ingrassare anche in piccole dosi, provoca carie e acne).

Da alcune recenti scoperte scientifiche emerge che chi mangia cioccolato due o tre volte al mese ha un tasso di mortalità più basso di chi non cede mai alla tentazione.

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di biochimica e biologia molecolare presso l’University College di Londra ha dimostrato come alcune componenti del cioccolato, quali la caffeina e la teofilina, determinano un’alterazione dell’attività enzimatica, contrastino la formazione delle cellule cancerose e l’insorgere di patologie cardiache. 

Parliamo di cioccolato puro (senza additivi) che fornisce particolari classi di polifenoli (Flavonoidi, in particolare la epitacheina) in grado di neutralizzare i radicali liberi in eccesso riducendo così il rischio di malattie cardiache e rallentando il processo di invecchiamento. Fino a qui, parrebbe la promessa contenuta in qualunque crema cosmetica, ma scopriamo che uno studio fatto dal dipartimento di nutrizione dell’Università della California ha dimostrato che il cacao inibisce l’attivazione delle piastrine, primo passo della formazione di coaguli causa di emboli e ictus, favorendo quindi, al pari dell’acido acetilsalicilico (comune aspirina), la fluidità del sangue e aumentando l’elasticità dei vasi sanguigni.

Dal primo studio su questo tema, frutto di una collaborazione internazionale tra le università di Dusseldorf, California e Harvard Medical School, coordinate da Hagen Schroeter (pubblicato su Pnas nel 2007), risulta che nel plasma dei soggetti che assumono 37 g di cioccolato al giorno è stato riscontrato un aumento dei livelli di prostaciclina, sostanza prodotta dall’endotelio vascolare che ne favorisce la dilatazione, blocca la formazione di trombi e l’ingresso del colesterolo Ldl ( quello cosiddetto cattivo) nei vasi.

I polifenoli del cacao possono anche modulare le cellule immunitarie grazie al loro effetto sulla trascrizione della interleuchina-2 (una citochina che rafforza il sistema immunitario). Questo potrebbe essere importante per combattere le malattie autoimmuni, quali artrite ed eczema.

Parliamo ora di carie: parrebbe che il cacao aiuti a prevenire e combattere la carie più di qualsiasi dentifricio in circolazione, soprattutto a causa degli agenti antibatterici che contiene. Infatti, a favorire lo sviluppo della carie è l’azione dello streptococcus mutans, che produce il lucano, una molecola appiccicosa che insieme ad altri batteri forma la placca: ed è all’interno di questa che gli zuccheri si trasformano in acidi e corrodono lo smalto. Gli estratti della buccia del seme di cacao (tannini) bloccano la produzione del lucano. Per avere un cioccolato anticarie a tutti gli effetti, occorrerebbe però utilizzare la buccia dei semi, che invece viene spesso scartata nel corso del processo di produzione.

In più , il cioccolato contiene il magnesio, indispensabile per vari processi metabolici, per la funzionalità di alcuni enzimi, per i fenomeni di trasmissione neuromuscolare degli stimoli nervosi, per permettere all’organismo di adattarsi a situazioni stressanti. Contiene alcuni alcaloidi che agiscono a livello di sistema nervoso, come la caffeina e la teobromina, con un effetto positivo sulla concentrazione mentale e che agiscono anche a livello cardiocircolatorio e muscolare.

Questo non assolve però chi annega le proprie tensioni tuffandosi dentro una scatola di cioccolatini, rinunciando ad una passeggiata e a un po’ di attività fisica, che stimolano ugualmente le stesse reazioni nell’organismo, con buona pace dei nostri rapporti con la bilancia.

Infine, un’ultima delle dolci scoperte da parte dei ricercatori della Harvard Medical School, capitanati da Norman Hollemberg, che hanno trovato la correlazione tra consumo di cacao e pressione. Il gruppo ha infatti verificato come i membri delle tribù amerinde dei Kuna che vivono nelle isole del Centro America , grandi consumatori di cacao, sviluppino problemi di ipertensione dovuti all’invecchiamento molto più tardi rispetto ai membri della stessa etnia che si sono spostati sulla terraferma. Il secondo passo di questa scoperta è consistito nel sottoporre ad alcuni test dei volontari di Boston, somministrando ad essi cacao simile a quello consumato dagli indigeni, e ad altri un “placebo”. I soggetti che consumavano cacao in maggior quantità rilasciavano, nel plasma renale, una maggior quantità di prodotti derivati dall’azoto che favoriscono la dilatazione delle arterie, incrementano il flusso sanguigno e mantengono l’elasticità dei vasi.

Allora, chi vuol trasgredire è avvisato: la cioccolata, come il vino rosso, fa bene anche al sangue, ma per stare meglio, consumate entrambi con saggia moderazione.

di Gloria Pravatà