Il Centro Nazionale Sangue collaborerà al progetto di raccolta e studio dei dati relativi all'attività di bancaggio di unità di sangue placentare per trapianto allogenico nelle banche italiane di sangue del cordone ombelicale condiviso con la Milano Cord Blood Bank, Centro di Medicina Trasfusionale, Terapia Cellulare e Criobiologia della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, al fine di migliorare e standardizzare le attività di bancaggio di sangue cordonale. Obiettivo del presente progetto è raccogliere i dati di attività 2009-2011 delle banche del sangue del cordone ombelicale (o sangue placentare) italiane in un data base nazionale localizzato presso il Centro Nazionale Sangue.
Il data base verrà sviluppato sulla base dei modelli preliminari realizzati dalla Milano Cord Blood Bank per un analogo censimento delle attività delle banche italiane nel 2007 e 2008 e raccoglierà e elaborerà periodicamente i dati sulle donazioni raccolte, caratterizzate, congelate e distribuite per trapianto di cellule staminali emopoietiche ai centri italiani e stranieri. Questo tipo di trapianto è attualmente una procedura terapeutica standard per il trattamento di gravi patologie ematologiche dell'età pediatrica ed adulta. A fianco della sorgente cellulare tradizionale, rappresentata dal midollo osseo e dal sangue periferico dopo mobilizzazione con fattori di crescita, si è consolidato negli ultimi 20 anni l'uso del sangue placentare, raccolto dopo il parto dal cordone ombelicale previo consenso informato della madre. Circa 500.000 donazioni di sangue placentare sono attualmente disponibili in un centinaio di banche che conservano questo particolare tipo di sangue allo stato congelato.
In Italia sono attualmente attive 18 banche, con un inventario totale di circa 28.000 donazioni, che hanno consentito la realizzazione di circa 800 trapianti. Rispetto alla procedura consolidata di trapiantare una unità di sangue placentare, studi recenti eseguiti su alcune centinaia di pazienti hanno dimostrato che l'impiego di due unità di sangue placentare per trapiantare lo stesso paziente migliora significativamente la sopravvivenza dei pazienti.
Trasferibilità dei risultati prodotti
I risultati prodotti potranno essere trasferiti alle Regioni, consentendo di: 1) documentare lo sviluppo dell'inventario di sangue placentare disponibile per trapianto allogenico in tutte le banche pubbliche italiane; 2) correlare l'attività di banking con l'entità delle risorse economiche utilizzate da tutte le banche; 3) pianificare la continuazione delle attività di bancaggio del sangue placentare a livello nazionale dopo il 2011. Questi dati potranno essere valorizzati nel contesto dei rendiconti di attività del Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo di Genova (IBMDR), che gestisce il registro dei donatori di cellule staminali emopoietiche italiani, e del Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo (GITMO).

